La Storia di Rosignano

Rosignano Marittimo

Sorto su un antico insediamento Romano ed ancor prima etrusco, Rosignano deve il suo nome ad una famiglia Romana, la gens Rasinia.

I primi documenti scritti che ci parlano di Rosignano Marittimo risalgono al 762 d.C.

Oggetto di contesa tra Pisani e Fiorentini, causa la sua posizione predominante sul territorio circostante, diventa importante centro commerciale e militare. Nel periodo medioevale sorge il complesso monumentale del castello, arroccato nella parte più alta del paese, al cui interno grazie alle numerose fortificazioni eseguite nel corso degli anni, è possibile oggi ammirare splendidi edifici, come il palazzo della fattoria arcivescovile, la chiesa plebana dei SS. Ilario Giovanni Battista, il palazzo Bombardieri sede attuale del museo, il palazzo Marini, palazzo Vestrini ecc..
Si narra che Lorenzo il Magnifico e suo figlio Piero venivano ad abitare in questo borgo per cacciare nei boschi e nel padule di Vada.
Con la costituzione del regno d'Italia Rosignano fu assegnato alla provincia di Pisa. Nel 1862, considerato che tutti gli interessi degli abitanti facevano capo a Livorno, il comune di Rosignano fu aggregato alla provincia di Livorno.
A fine '800 ed inizi '900 Rosignano acquisisce un posto importante anche nella storia delle idee e dei movimenti politici per la presenza di Pietro Gori, poeta, giurista e scrittore anarchico.
Durante il passaggio della seconda guerra mondiale Rosignano fu meta di scontri durissimi causa la sua posizione predominante, di accesso alla pianura pisana fino all'Arno.


Rosignano Solvay

Rosignano Solvay è la frazione più popolata del comune di Rosignano Marittimo, situato a circa 25 km da Livorno, provincia di appartenenza.

Anche se vi sono prove tangibili che la località fu abitata da etruschi e romani, il territorio compreso tra Rosignano Marittimo e il mare restò prevalentemente paludoso e isolato dalle principali vie di comunicazione fino al XIX secolo, quando le bonifiche attuate durante il Granducato Lorenese portarono allo sviluppo del vicino abitato di Vada.

Il punto di svolta si ebbe all'inizio del Novecento, quando, con l'apertura della linea ferroviaria Livorno-Vada-Cecina (1910) e l'accresciuto interesse per la tratta costiera di Castiglioncello, l'area fu oggetto delle attenzioni dell'industriale Ernest Solvay, che qui volle innalzare uno stabilimento per la fabbricazione della soda.

L'acquisto dei terreni si svolse rapidamente e in breve, attorno alla fabbrica, sorse un nucleo urbano costituito da case per impiegati e operai dello stabilimento. Nel marzo del 1917 una delibera del Comune di Rosignano Marittimo sancì la decisione di denominare il nuovo agglomerato Rosignano Solvay.

La fabbrica e il villaggio furono ampliati nei decenni seguenti. Ad esempio, nel 1923 alcuni gruppi di case operaie furono costruite oltre la linea ferroviaria, verso la costa; successivamente si lavorò anche al potenziamento dei servizi. La frenetica attività edilizia degli anni quaranta conferì alla cittadina industriale l'immagine attuale: i viali, l'alberatura, i lotti squadrati, gli orti, l'architettura, le pinete, fanno parte di un disegno generale che caratterizza l'intero agglomerato urbano affermando il tipico "stile Solvay".

Dal secondo dopoguerra il paese e lo stabilimento Solvay sono stati ulteriormente ampliati.

La Storia di Riparbella

Sulle Colline Pisane si incontra, in bella posizione, il paese di Riparbella che probabilmente prende il nome dal biancore delle terre di tufo e di sabbia su cui sorse, Ripa Albella (Ripa Bianca).

Il Centro Storico sorto intorno al castello è di origine medioevale e risale circa all’anno 1000, per opera dei Conti della Gherardesca. Vicoli e abitazioni antiche, tra cui risalta un ben conservato edificio del XV secolo, rendono suggestivo il centro storico, creando un’atmosfera tranquilla, quasi irreale. Interessanti Il Palazzo Comunale, la Chiesa S. Giovanni Evangelista e il Cimitero Comunale realizzato agli inizi del novecento.

Nel corso del primo secolo dopo il 1000, l’Arcivescovo di Pisa riuscì a comprare le terre di Riparbella ed altri castelli limitrofi, tra i quali Belora, località di collina a ridosso della statale Aurelia e del Fiume Cecina, dove sono state trovate consistenti tracce etrusche oggi reperibili nel Museo Guarnacci di Volterra e all’Ermitage di Mosca.

Riparbella fu distrutta completamente durante la guerra tra Firenze e le truppe del Re di Napoli (1477) ma già l'anno dopo fu riconquistata dall'esercito fiorentino; fu allora probabilmente che i fiorentini distrussero il castello.

Si pensi che nel 1736 Riparbella contava solo 258 abitanti, e i documenti epocali rinvenuti descrivono lo stato in deplorevole in riversava. Lo sviluppo riprese nel 1755 con l'abolizione dei feudi in Toscana ed il ritorno di Riparbella alle dirette dipendenze del Granduca. Il periodo successivo è caratterizzato da una perdita di autonomia della Comunità di Riparbella dal 1766 fino a tutta la dominazione francese a causa del dominio di un esiguo numero di famiglie benestanti, le quali avevano usurpato la maggior parte delle terre granducali. Con la fine della dominazione francese, nel 1814 avvenne il ripristino delle Istituzioni Amministrative preesistenti attraverso l'attuazione del Regolamento delle Comunità del Granducato del 16 Settembre 1816. Nel 1817 venne massicciata e resa carrozzabile la Via per Cecina (detta ancora oggi "Via del Bastione") e nello stesso anno si istituì un ufficio postale. Nel 1833 il numero degli abitanti raggiunse le 1112 unità.

Nel 1859 venne portata l'acqua potabile in Paese. Nel 1866 venne costuito il Municipio. Nel 1867 si rese carrizzabile la Strada Riparbella - Castellina Marittima e nel 1862 venne costruita la tratta ferroviaria Cecina - Saline di Volterra con la Stazione di Riparbella inizialmente chiamata San Martino. Gli anni successivi all'Unità d'Italia furono caratterizzati dall'introduzione di nuove tasse e aggravi fiscali. Nel 1873 la popolazione raggiunse i 3793 abitanti con bel tre scuole pubbliche. Nel 1882 i territori di Collemezzano e Cinquantina furono scorporati dal Comune di Riparbella ed annessi a Cecina. Nella Prima Guerra Mondiale Riparbella registrò 47 caduti. Negli anni '20 fu portata l'energia elettrica in Paese. Durante la Seconda Guerra Mondiale si verificò lo sterminio di 11 persone al Podere Le Marie. Gli anni '60 e '70 sono caratterizzati dall'esodo verso i centri industrializzati. La popolazione scende infatti progressivamente fino ad arrivare a circa 1300 unità alla data odierna.

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